Se avessi un gemello identico e lui fosse coinvolto in un crimine, potresti rischiare di essere scambiato per lui, poiché il vostro DNA risulterebbe quasi indistinguibile sulla scena del delitto.
Questo accade perché i gemelli identici (detti anche monozigoti) si sviluppano da un unico ovulo fecondato che, nelle prime fasi della gravidanza, si divide in due embrioni. Per questo motivo i gemelli monozigoti condividono lo stesso patrimonio genetico e spesso si somigliano al punto da essere difficili da distinguere. Molti gemelli raccontano anche di avere una connessione emotiva profonda, arrivando talvolta a percepire il disagio dell’altro a distanza.
Dal punto di vista genetico, i gemelli monozigoti possiedono lo stesso corredo di geni. Un’analisi del DNA di base non basta quindi a distinguerli. Tuttavia, con esami più sofisticati, è possibile individuare piccole differenze dovute a mutazioni casuali o a fattori ambientali che influenzano l’espressione dei geni. Queste variazioni fanno sì che, col tempo, i gemelli diventino geneticamente distinguibili, ma si tratta di test molto costosi e complessi.
Esiste allora un altro metodo per riconoscerli? Sì: le impronte digitali.
Anche se i gemelli identici possono sembrare la copia l’uno dell’altro, le loro impronte digitali sono uniche. La probabilità che due persone abbiano le stesse impronte per puro caso è stimata in meno di una su 64 miliardi. In teoria, servirebbero più di un milione di anni perché si verifichi una coincidenza simile nel database di Scotland Yard.
La spiegazione è che le impronte digitali non dipendono solo dalla genetica, ma anche da fattori ambientali presenti nell’utero. Esse si formano tra la 13ª e la 19ª settimana di sviluppo fetale. Dettagli come la posizione del feto, la lunghezza del cordone ombelicale, la pressione sanguigna, la nutrizione e la velocità di crescita delle dita influenzano i disegni di creste, vortici e anse. Dopo la nascita, ulteriori differenze possono emergere a causa di variabili come peso, altezza e stile di vita.
Un’ultima curiosità: non siamo gli unici ad avere impronte digitali. Anche scimpanzé e gorilla presentano creste uniche sui polpastrelli, probabilmente ereditate da un antenato comune. E, sorprendentemente, persino i koala hanno sviluppato impronte digitali molto simili alle nostre, nonostante siano parenti molto più lontani.
Riferimenti
- Tao X, Chen X, Yang X, Tian J. Fingerprint recognition with identical twin fingerprints. PLoS One. 2012;7(4):e35704. doi: 10.1371/journal.pone.0035704. Epub 2012 Apr 27. PMID: 22558204; PMCID: PMC3338710.https://pmc.ncbi.nlm.nih.gov/articles/PMC3338710/
- https://www.sciencefocus.com/the-human-body/why-do-identical-twins-have-different-fingerprints-2
Leggi il nostro articolo su “La supersimilarità epigenetica dei gemelli monozigoti”
: https://www.noidiminerva.it/la-supersimilarita-epigenetica-dei-gemelli-monozigoti/






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