La COP30 di Belém (Brasile) di novembre si è chiusa con poche luci e molte ombre [1]. Su tutte, è mancato un piano chiaro su come abbassare le emissioni di gas serra. I combustibili fossili non sono nemmeno menzionati nel documento finale della conferenza. I motivi sono tanti, soprattutto politici (gli USA non hanno partecipato ufficialmente e la Cina è alle prese con le sue contraddizioni interne [2]) e organizzativi (c’erano più lobbisti delle industrie inquinanti alla conferenza che delegati di interi paesi [3]). L’obiettivo di rimanere sotto 1,5°C di riscaldamento globale, che era il più importante risultato dello storico Accordo di Parigi del 2015, è a rischio. Le prossime COP, a partire da quella di quest’anno ad Antalya (Turchia), dovranno affrontare il problema di un cambiamento climatico fuori controllo.
La soglia dei 1,5°C non è casuale. E’ un valore di riscaldamento globale per cui si ritiene che l’impatto a lungo termine del cambiamento climatico sia relativamente basso e, ancora più importante, reversibile. Cioè, se in futuro ci inventassimo una specie di “macchina del tempo” climatica, sarebbe possibile invertire l’impatto del cambiamento climatico. Una volta passata questa soglia, alcuni dei circoli viziosi del clima (i cosiddetti feedback) diventano così imponenti da rendere il cambiamento climatico irreversibile. Nel 2025 la temperatura media globale è stata 1,47°C più alta del periodo preindustriale (ossia quando abbiamo iniziato a emettere grandi quantità di gas serra in atmosfera), diventando il terzo anno più caldo di sempre [4]. E’ normale che da un anno all’altro ci siano piccoli cambiamenti di temperatura in base a eventi come El Niño, anche se l’andamento è senza dubbio verso l’alto.
Temperatura media globale da dati osservativi dal 1850 al 2025. La linea nera è l’andamento a lungo termine, ma i valori annuali possono essere più alti o più bassi della media in base a eventi a breve termine (El Niño, eruzioni vulcaniche). Crediti: C3S/ECMWF.
Oltre la soglia
La soglia dell’Accordo di Parigi vale per temperature medie globali su scale decennali, ma essere già intorno ai 1,5°C di riscaldamento su base annua non è un bel segnale. C’è un enorme fermento nella ricerca climatica per capire cosa succederebbe se la temperatura globale superasse la fatidica soglia per almeno una decina d’anni, per poi tornare sotto. Immaginate che tra qualche anno l’umanità decida una volta per tutte di azzerare le emissioni di gas serra. A quel punto il superamento della soglia sarebbe solo temporaneo, ma il cambiamento climatico sarebbe ancora reversibile?
Su questa annosa domanda si basa il concetto di overshoot (sforamento). Ci sono alcuni grossi problemi. Primo, non sappiamo se azzerare le nostre emissioni sia necessario a fermare l’aumento della temperatura media globale, o addirittura a farla diminuire. Ci sono due scuole di pensiero al riguardo: la prima sostiene che azzerare le emissioni porterà nel lungo termine a un abbassamento della temperatura, mentre la seconda dice che le nostre emissioni porteranno a un futuro riscaldamento globale nonostante tutto. La sfida è ancora aperta e ne abbiamo già parlato in un precedente articolo.
Un altro problema è che non sappiamo se sia possibile tornare sotto la fatidica soglia dei 1,5°C in pochi anni. Tutti gli scenari climatici dell’IPCC (la massima autorità della climatologia mondiale) al momento prevedono lo sforamento della soglia. In quelli ottimistici lo sforamento è temporaneo, per poi tornare sotto i 1,5°C entro il 2100 (che è ormai più vicino del 1950). Anche qui ci sono disaccordi nella comunità scientifica. Ammettendo che sia possibile tornare sotto la soglia a livello globale (che è tutt’altro che certo), a livello regionale i cambiamenti sarebbero irreversibili [5]. Immaginate un grosso innalzamento del livello del mare causato dal superamento della soglia. Anche se la temperatura media globale tornasse sotto 1,5°C dopo qualche anno, intere città andrebbero abbandonate (Venezia e Amsterdam, per esempio) ed enormi aree agricole diventerebbero inutilizzabili per colpa dell’acqua salata.
Andamento della temperatura media globale dal 1900 al 2100. Fino al 2020, la temperatura è quella osservata. Dal 2020, la temperatura è quella prevista dagli scenari di emissione di gas serra, dal più alto al più basso. Solo gli scenari di bassa emissione prevedono che la temperatura media globale sarà sotto 1,5°C di riscaldamento nel 2100, ma prevedono comunque un temporaneo superamento della soglia. Adattato dall’IPCC AR6 Synthesis Report [6].
Fallimento globale
Punto più importante, l’overshoot climatico è un fallimento del genere umano. Da decenni sappiamo che il cambiamento climatico in atto è causato dalle attività umane. Le prime ipotesi risalgono addirittura al 1824. L’Accordo di Parigi (quasi 200 anni dopo) è stato il primo passo a livello globale per cercare di evitare cambiamenti climatici irreversibili. Il sistema attuale di riduzione delle emissioni prevede però che i paesi prendano degli impegni per rimanere sotto la soglia dei 1,5°C, ma può funzionare solo se restiamo sotto il punto di non ritorno. Una volta superato quel limite, bisogna riformare tutto [7]. I vari paesi dovranno impegnarsi non solo a raggiungere emissioni zero, ma addirittura negative. Una cosa che, al momento, è pura fantascienza. I soldi necessari a rimediare alle conseguenze dell’overshoot climatico saranno poi molto maggiori di adesso, quindi anche il sistema di riparazione Loss and Damage andrà ripensato.
L’Accordo di Parigi non è ancora morto [8], però serve un cambiamento di marcia per azzerare le nostre emissioni di gas serra. Abbiamo solo qualche anno per agire e tenere il riscaldamento globale sotto controllo. Ogni decimo di grado conta. Abbiamo le soluzioni a portata di mano e ci sono ragioni per rimanere ottimisti. Serve abbandonare i combustibili fossili come fonte di energia (nonostante i “fossili” come Trump che ancora li promuovono), agire a livello individuale e, soprattutto, collettivo per ridurre le emissioni. Non succederà in un giorno, ma negli ultimi anni abbiamo fatto passi avanti per evitare la catastrofe climatica. Non possiamo perdere slancio.
FONTI
[1] https://eccoclimate.org/it/cose-successo-alla-cop30-di-belem/
[2] https://www.bbc.co.uk/news/articles/cp84m16mdm1o
[3] https://www.ilpost.it/2025/11/14/cop30-lobbisti-combustibili-fossili/
[6] https://www.ipcc.ch/report/sixth-assessment-report-cycle/
[7] https://www.nature.com/articles/d41586-026-00247-y
[8] https://www.noidiminerva.it/accordo-di-parigi-ha-fallito/






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