“Perché le persone sensibili soffrono di gastrite?” Quante volte abbiamo sentito qualcuno dire, con tono vagamente filosofico, “mi è venuta la gastrite per lo stress”? 

Forse è ora di capire che non si tratta solo di un modo di dire. Le emozioni, che siano felicità, rabbia, ansia o amore, non risiedono soltanto nella mente, ma viaggiano attraverso una comunicazione continua con il nostro intestino. È come se il nostro corpo avesse un piccolo ambasciatore gastrico che diffonde ogni messaggio emotivo direttamente all’apparato digerente. Solo che questo ambasciatore non usa WhatsApp: usa circuiti nervosi, ormoni e microbi

L’intestino non è solo un tubo per digerire il cibo: è un sistema nervoso complesso chiamato sistema nervoso enterico (SNE), composto da centinaia di milioni di neuroni che comunicano in tempo reale con il cervello vero e proprio. Per questo motivo, gli scienziati parlano di “secondo cervello”, un organo che sente, risponde e invia segnali.

Questa comunicazione avviene lungo l’asse intestino-cervello (gut-brain axis), una rete bidirezionale che sfrutta:

  • il nervo vago, la “superstrada” che collega direttamente intestino e cervello;
  • il sistema immunitario;
  • ormoni e neurotrasmettitori prodotti dall’intestino;
  • i metaboliti dei microbi intestinali.

Così quando sperimentiamo forti emozioni, non è solo la nostra testa a risentirne: cambia anche la funzione gastrointestinale.

Emozioni e risposta fisiologica: cosa succede nel corpo?

Quando proviamo sentimenti positivi come felicità o amore, nel nostro corpo si attivano circuiti di ricompensa e gratificazione. Questi possono stimolare la produzione di neurotrasmettitori come serotonina e dopamina, una parte importante delle quali viene sintetizzata proprio nell’intestino. La serotonina, spesso definita l’ormone del buon umore, è prodotta in gran parte dalle cellule intestinali e dai batteri che abitano l’intestino: è coinvolta nella regolazione dell’umore, del sonno e persino dell’appetito. Quando l’umore è positivo, questa rete di segnali può facilitare la motilità intestinale regolare, migliorare la digestione e inviare segnali al cervello che rafforzano il senso di benessere.

Se le emozioni positive possono favorire un buon equilibrio, stress e ansia attivano una serie di risposte neuro-endocrine che cambiano la fisiologia dell’intestino. Quando il cervello percepisce una minaccia (anche psicologica), attiva la famosa risposta “attacco-o-fuga”, che include la produzione di ormoni come cortisolo e adrenalina. Questi ormoni non restano confinati alla testa, ma influenzano direttamente l’attività gastrointestinale.

Cosa succede all’intestino?

  • Motilità alterata: lo stress può accelerare o rallentare il transito intestinale, con sintomi come diarrea o stitichezza.
  • Maggiore sensibilità viscerale: le emozioni intense rendono l’intestino più reattivo al dolore e alle contrazioni, contribuendo a crampi o gonfiore.
  • Infiammazione: livelli elevati di cortisolo possono alterare la funzione delle barriere intestinali e aumentare la risposta infiammatoria.
  • Microbiota alterato: lo stress cronico può modificare la composizione dei batteri intestinali portando a disbiosi, che a sua volta influenza la produzione di neurotrasmettitori e segnali immunitari.

In pratica, le emozioni negative possono trasformare l’intestino in un microfono sempre acceso verso il cervello, amplificando segnali di dolore e disagio.

Uno degli esempi più sorprendenti della comunicazione intestino-cervello riguarda la serotonina. Sebbene sia spesso pensata come un neurotrasmettitore cerebrale, oltre il 90% della serotonina dell’organismo è prodotto nell’intestino da cellule specializzate e da alcuni batteri. Quando siamo felici e tranquilli, l’intestino può mantenere un microbiota bilanciato che favorisce livelli sani di serotonina, ma lo stress cronico rompe questo equilibrio con conseguenze sia per l’umore sia per la funzione gastrointestinale.

Invece, quando siamo innamorati? Esistono davvero le farfalle nello stomaco o è solo un modo di dire? Forse la metafora delle “farfalle nello stomaco” non è così lontana dalla verità scientifica. Il nervo vago trasmette continuamente segnali fisici dall’intestino al cervello e viceversa, e quando siamo innamorati o emozionati, questa rete comunica intensamente.  Questo spiega anche perché le emozioni positive possono alleviare alcuni sintomi intestinali: una buona comunicazione intestino-cervello può favorire una digestione efficace e un equilibrio ormonale

Tuttavia, spesso si tende a banalizzare i disturbi intestinali legati alle emozioni come se fosse “tutta nella nostra testa”. In realtà, la scienza mostra che:

  • esiste una rete anatomica e biochimica solida tra intestino e cervello;
  • l’alterazione del microbiota influenza stati emotivi e risposte allo stress;
  • cambiamenti nei segnali nervosi e nei neurotrasmettitori influenzano sia l’umore sia la funzione digestiva.

In altre parole, emozioni e intestino si parlano davvero e non è solo un modo di dire romantico.

 

Fonti

  1. Appleton J., The Gut-Brain Axis: Influence of Microbiota on Mood and Mental Health, PMC (2018). 
  2. Leigh S. J. et al., The impact of stress on gastrointestinal physiology and microbiota–gut–brain communication, Journal of Physiology (2023). 
  3. Carabotti M., Scirocco A., Maselli M. A., The gut-brain axis: interactions between enteric microbiota and central nervous system, Journal of Clinical Gastroenterology (2015)