Uno studio pubblicato di recente su The Lancet [1] ha stimato l’impatto sulla mortalità per cancro della cervice uterina della vaccinazione contro l’HPV (Human papillomavirus) nel Regno Unito.
La vaccinazione fa parte della strategia dell’OMS volta all’eliminazione del cancro alla cervice uterina[2], assieme allo screening e alle cure,. Per questo motivo il vaccino contro l’HPV è inserito nei programmi vaccinali di 150 paesi. Fino ad ora avevamo molte evidenze riguardo la riduzione dei casi di cancro in seguito alla vaccinazione ma non altrettante riguardo l’impatto della campagna vaccinale sulla mortalità. Lo studio in questione ha colmato questa lacuna, calcolando sia la mortalità sia stimando il numero effettivo di morti evitate dalla campagna vaccinale.
Il Regno Unito ha introdotto nel 2008 una campagna vaccinale per le ragazze di 12 e 13 anni raggiungendo il 90% di copertura, e una successiva campagna di richiamo per le ragazze tra i 14 e i 18 anni nei due anni successivi. Lo studio prende in considerazione però il periodo dal 2001 al 2024, tracciando il variare della mortalità al variare della copertura vaccinale. Lo studio retrospettivo si basa sui dati del National Disease Registration Service Open Dashboard e dalla banca dati Nomis per quanto riguarda la mortalità e dal rapporto annuale dell’UK Health Security Agency per quanto riguarda le vaccinazioni.
I tassi di mortalità sono stati calcolati dividendo il numero di decessi osservati per il numero di “women years”[3]. Questo indicatore moltiplica il numero dei soggetti presi in considerazione nello studio per il tempo di osservazione. Per esempio, se lo studio prende in considerazione un campione di 10000 volontari e il tempo di osservazione è 3 anni, il valore di women years sarà di 30.000.
La mortalità viene calcolata per fasce di età (20-24 anni, 25-29 anni e 30-34 anni) e ciò che si osserva nei grafici è lampante. Il tasso di mortalità inizia a crollare quando la copertura vaccinale raggiunge all’incirca il 50%. Il calo è evidente in particolar modo tra le fasce di età 20-24 e 25-29. Nella fascia di età 30-34 il calo è meno marcato, sia per via della bassa copertura vaccinale, ma anche perché è possibile che le ragazze vaccinate tra i 15 e i 18 anni fossero già state infettate dall’HPV.
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Nel grafico: come varia la mortalità al variare della copertura vaccinale.
Fonte The Lancet
Il risultato più straordinario è stato rilevato nella fascia di età 20-24: dal 2020 al 2024 non è stata rilevato alcun decesso! Questo dimostra un’efficacia straordinaria del vaccino. È da notare, però, che questi risultati positivi non possono essere merito solo del vaccino in quanto questo NON copre il 100% dei ceppi di HPV. Il 93 % dei casi di cancro alla cervice uterina sono causati infatti dai ceppi HPV16 e HPV18 e il vaccino che veniva offerto alle ragazze nate prima del 2000 era bivalente, e responsabile della copertura del 90% di HPV. Potrebbe inoltre essere coinciso con un periodo di bassa incidenza. Non si può escludere inoltre un effetto gregge sulle ragazze non vaccinate.
In ogni caso, vi è una forte relazione dose-risposta tra l’aumento delle coperture vaccinali e il calo della mortalità, nonché un’assenza di altri fattori che potrebbero spiegare questo calo, come fattori legati alla strategia di eliminazione del cancro alla cervice uterina come screening e terapie.
Sono state stimate inoltre le morti evitate grazie alla copertura vaccinale dal 2001 al 2024. Per ogni anno sono state stimate le morti attese in assenza di vaccinazione, ricavando i tassi di mortalità a partire dalle serie storiche. La morti evitate corrispondono alla differenza tra i decessi attesi e i decessi effettivamenti osservati. In questo modo si è stimato che la campagna vaccinale abbia evitato all’incirca 200 morti. Il valore può sembrare relativamente basso, ma non deve ingannare; è destinato infatti a crescere esponenzialmente man mano che le donne invecchiano, tutto questo almeno per i prossimi due decenni. Le morti evitate infatti si riferiscono a casi di cancro che si sarebbero verificati in giovani donne nelle fasce di età oggetto dello studio. Con il passare degli anni la vaccinazione proteggerà anche dai casi che avrebbero potuto colpire le donne più in là negli anni, in particolare in concomitanza con le fasce di età di maggiore incidenza.
Questo studio rappresenta una prova dell’impatto concreto che la vaccinazione contro l’HPV ha sulla salute delle donne e sulla mortalità in seguito al cancro della cervice uterina. Dimostrare i benefici della vaccinazione è cruciale in un momento in cui cresce l’esitazione vaccinale e calano le coperture, affinché non vengano gettati al vento decenni di progressi.
Alberto Forni
[1] https://www.thelancet.com/journals/lancet/article/PIIS0140-6736(26)00918-9/fulltext
[2] https://www.who.int/initiatives/cervical-cancer-elimination-initiative






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