USAID fu fondata nel 1961 dal Congresso americano sulla base di un ordine esecutivo di John F. Kennedy, il 75 Stat 424[1]. L’agenzia operava sotto il controllo del Dipartimento di Stato e il suo compito era quello di portare assistenza umanitaria ai paesi del terzo mondo, nonché di assistere nella crescita quei paesi strategici per gli Stati Uniti dal punto di vista economico e diplomatico, il cosiddetto soft power. 

Con i suoi 10000 dipendenti da allora USAID ha portato avanti programmi alimentari, scolastici, sanitari e per la salute riproduttiva. Sono stati formati insegnanti, fornito cibo, fornite medicine contro la malaria e contro l’AIDS e molto altro. Buona parte del PEPFAR[2] inoltre, l’iniziativa presidenziale portata avanti da George W. Bush su istanza di Anthony Fauci (George Bush teneva parecchio ai malati di AIDS) per fornire medicine contro l’AIDS ai paesi che ne avevano bisogno, era implementata da USAID. I progetti del PEPFAR hanno permesso di salvare la vita di 25 milioni di persone ed erano vitali soprattutto per paesi come il SudAfrica, che presenta il maggior numero di persone infette da AIDS al mondo. 

Nel 2023 gli USA hanno finanziato USAID con 55 miliardi di dollari, che può sembrare una cifra enorme, anche se in realtà è modesta rispetto al PIL del paese. Altri paesi come la Norvegia conferiscono aiuti umanitari per una cifra decisamente più alta rispetto al loro PIL, tuttavia in termini assoluti i finanziamenti a USAID surclassavano quelli di qualsiasi altro paese.

  

Tutto questo ha funzionato fino al 2025, quando il Department of Government Efficency, il DOGE, guidato dal plurimiliardario Elon Musk non vi ha messo mano. Il Dipartimento si poneva l’obiettivo di ridurre la spesa federale e a farne letteralmente le spese è stata proprio USAID. L’agenzia è stata smantellata in tempo record da un giorno all’altro, quasi tutto il personale è stato licenziato e i suoi programmi ridotti di ben l’83%. Il Segretario di Stato Marco Rubio disse che ciò che rimaneva di USAID sarebbe stato assorbito dal Dipartimento di Stato[3]. In pratica i tagli sono stati effettuati dalla sera alla mattina.  

Ciò di cui si parla poco è di quanto siano stati devastanti questi tagli e di cosa stiano rappresentando per i paesi colpiti, in particolare modo nell’Africa subsahariana. Secondo Impact Counter [4], un portale ideato dalla Prof.ssa Brooke Nichols della Boston University, sono già stimabili nell’ordine dei 700.000 i decessi conseguenti allo stop deciso dal DOGE dei programmi americani USAID e PEPFAR. E la maggioranza sono bambini. I tagli causano all’incirca 88 decessi all’ora. Una strage insomma. 

Un’analisi del Center for Collaborative Investigative Journalism[5] (CCIJ), un network formato da giornalisti investigativi e data analyst, ha stimato che nella sola Africa verranno spesi almeno 5 miliardi in meno, risultato questo di una stima conservativa. Quei soldi sarebbero dovuti andare a finanziare centinaia di progetti come ad esempio la fornitura di apparecchi acustici per bambini sordi nel Sudan del Sud o la costruzione di pozzi per fornire acqua potabile in Kenya. Questi e molti altri progetti sono caduti sotto i colpi di America First.  

Uno studio su The Lancet [6] ha cercato di quantificare quanto hanno inciso sulla mortalità i programmi di USAID nei paesi in cui essi venivano implementati, presentando uno scenario persino peggiore di quello emerso dai risultati sopra citati della Prof.ssa Brooke Nichols. Lo studio ha preso in considerazione 133 paesi e rappresenta il primo tentativo di stimare l’impatto di USAID in maniera completa. I 133 paesi presi in considerazione ricevevano da USAID finanziamenti che spaziavano da zero a livelli molto elevati. Questo confronto ha permesso di stimare l’impatto dei finanziamenti nei vari settori in cui operava. I risultati sono stati suddivisi poi anche per fasce di età. 

Negli ultimi 20 anni l’intervento di USAID ha permesso di salvare più di 90.000.000 di vite, di cui un terzo bambini. La riduzione di mortalità per tutte le cause è stata del 15% e ha superato il 30% nei bambini sotto i 5 anni. Secondo The Lancet la cancellazione di USAID potrebbe portare a 14.000.000 di decessi entro il 2030 se la decisione non verrà  ribaltata e se non verranno trovati fondi alternativi. Una vera catastrofe i cui effetti sono in larga parte inevitabili, visto che i tagli hanno avuto effetto dal giorno alla notte senza un periodo di preavviso. L’effetto dei tagli è paragonabile a quella di una pandemia, in particolare per i paesi africani. Una vera catastrofe umanitaria, con l’aggravante che contrariamente ad una pandemia i tagli derivano da una scelta politica deliberata. Anche altri paesi come la Francia, l’Olanda e Il Regno Unito hanno annunciato riduzioni agli aiuti nei prossimi 3/5 anni, anche se non così consistenti. 

I tagli, con gli Stati Uniti in testa, rischiano di mandare in fumo progressi di salute pubblica che hanno richiesto decenni di finanziamenti e di lavoro. È una situazione tragica di cui sui media nostrani si parla poco e verso la quale c’è poca consapevolezza da parte dell’opinione pubblica. Per questo è importante parlarne per fare in modo che qualcosa cambi.  

 

[1] https://uslaw.link/citation/stat/75/424 

[2] https://www.fda.gov/international-programs/presidents-emergency-plan-aids-relief-pepfar 

[3] https://www.theguardian.com/us-news/2025/mar/10/marco-rubio-usaid-funding 

[4] https://www.impactcounter.com/dashboard?view=table&sort=title&order=asc 

[5] https://veza.news/article/2025/11/25/what-africa-lost-under-trump-at-least-5-billion-what-it-got-in-return-true-chaos/?utm_source=Live%20Audience&utm_campaign=8011944384-nature-briefing-daily-20251126&utm_medium=email&utm_term=0_-33f35e09ea-50836856&fbclid=IwdGRjcAPz9VRjbGNrA_P1T2V4dG4DYWVtAjExAHNydGMGYXBwX2lkDDM1MDY4NTUzMTcyOAABHjq9P-1gtUBw04j30D9eiNgdbDH9EviYKbymcx-NlOm8qovgvSwajF5YQ9DU_aem_9N8CryCE71yGQQEGCIasYg 

[6]  https://www.thelancet.com/journals/lancet/article/PIIS0140-6736%2825%2901186-9/fulltext?fbclid=IwdGRjcAPz9UVjbGNrA_P1P2V4dG4DYWVtAjExAHNydGMGYXBwX2lkDDM1MDY4NTUzMTcyOAABHihnfW0DL-fa3B4NloBVxhywmKbS_LLxp_QsF_XgR13NoYaPJB5wl3o419es_aem_swrgdW6aDbNBh1kn8Qilwg